DICHIARAZIONE FINALE

DEL CONVEGNO DEL

FORUM MONDIALE DELLE ALTERNATIVE

MILANO 19-21 NOVEMBRE 1999

 

Si è concluso il convegno L'ORIZZONTE DELLE ALTERNATIVE. CONTRO LA GLOBALIZZAZIONE DELLA MISERIA E DELL'ESCLUSIONE tenutosi a Milano nei giorni 19-20-21 novembre presso il Centro Congressi della Provincia di Via Corridoni 16 e organizzato da numerosi organismi, associazioni, testate giornalistiche ecc.

Si è tratto di un avvenimento molto importante e significativo con la partecipazione nel corso dei tre giorni di circa un migliaio di persone (per la precisione 1020 schede di partecipazione compilate). Un convegno tenutosi in contemporanea al summit di Firenze della cosiddetta terza via e a pochi giorni dal Millennium Round di Seattle e nel quale si sono potute ascoltare le relazioni di numerosi studiosi conosciuti su scala internazionale (Samir Amin, José Saramago, Susan George, Riccardo Petrella, François Houtart, Padre Felipe Toussaint Loera, José Ramos Regidor, Giulio Girardi, Giovanni Mazzetti, Bruno Amoroso, Aye Aye Win, Jayan Nayar, Heinz Bierbaum e altri) e le testimonianze di numerosi esponenti dei movimenti che su scala mondiale lottano contro il neoliberismo e la dittatura del mercato come unico parametro di riferimento del consorzio umano. Esponenti del Movimento dei Sem Terra del Brasile, esponenti del Chiapas, dei movimenti di solidarietà e di giustizia sociale, ambientalisti, ecc.

Il convegno si è concluso con una DICHIARAZIONE FINALE quale sintesi dei diversi apporti, delle diverse analisi, delle diverse prospettive e approvato dai partecipanti al convegno stesso. Questo il testo :

Esistono alternative alla mondializzazione del dominio del capitale sull'economia e alla globalizzazione della miseria e dell'esclusione. La posta in gioco è universale e coinvolge sia il Nord che il Sud del mondo.

Contrariamente alle affermazioni del Millennium Round (la riunione a Seattle dell'Organizzazione Mondiale del Commercio), il futuro dell'umanità non sarà assicurato dalla semplice liberalizzazione del mercato, quest'ultimo essendo un rapporto sociale nel quale i più forti impongono i loro interessi.

Le alternative si pongono in una doppia prospettiva:

1. In primo luogo, occorre togliere gli ostacoli al libero dispiegarsi delle dimensioni umane, fisiche e culturali, ostacoli come:

· L'ideologia del mercato come legge di natura, del consumo senza limiti e quella della modernità veicolata dal capitalismo

· La mercificazione di tutti i settori della vita collettiva

· Le decisioni antidemocratiche dei gruppi e delle organizzazioni finanziarie internazionali che dominano l'economia mondiale

· I flussi finanziari rovinosi che dal Sud passano al Nord

· La militarizzazione dei rapporti internazionali sotto l'egemonia di un solo polo mondiale

2. In secondo luogo, si tratta di ricostruire i valori del rispetto della natura, della solidarietà umana su scala mondiale, della sobrietà nel consumo, del diritto dei popoli alla vita e all'autonomia delle loro culture

· Di formulare e di incoraggiare le iniziative economiche poste al servizio degli esseri umani

· Di organizzare il campo politico quale campo portatore di un modello di società liberato

dalla dittatura del mercato e non nella prospettiva di un vago accomodamento

· Di costruire un diritto internazionale fondato e centrato sulla giustizia sociale

· Di spronare e motivare le popolazioni a partecipare alla costruzione delle alternative,

poggiando sulle loro culture, le loro religioni, le loro aspirazioni e le loro capacità di entusiasmo.

Tutto ciò presuppone una mondializzazione delle resistenze e delle lotte sociali.

Resistenze e lotte sociali che, ciascuno nel proprio luogo sociale e geografico, debbono prendere coscienza della loro collocazione nella costruzione di alternative alla mondializzazione del capitale, stabilendo reti di collegamento e creando convergenze nell'azione.

Le alternative si costruiscono. Sapere che sono possibili non è che l'inizio di una nuova speranza.




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