La consegna "noi siamo chiesa" sta mobilitando ampi settori del mondo
cristiano. Forse però il suo significato richiede di essere precisato ed
approfondito, chiarendo a quale modello di chiesa si riferisca e quale modello
invece rifiuti. Vorrei qui dare un contributo a questo approfondimento. Lo
faccio nella mia qualità di novizio, il quale, dopo un periodo di esitazione,
si riconosce oggi in questo progetto e in questa battaglia. Parto dal
presupposto che "essere chiesa" non vuole significare un'appartenenza
formale, ma una identificazione. Allora, direi:
Noi non siamo una chiesa autoritaria e verticistica.
Noi non siamo una chiesa che rifiuta di mettersi in questione.
Noi non siamo una chiesa alleata del capitalismo e dell'imperialismo.
Noi non siamo una chiesa caratterizzata dall'anticomunismo.
Noi non siamo una chiesa che condanna la teologia della liberazione e la
teologia india.
Noi non siamo una chiesa che si attribuisce l'esclusiva della verità e della
rivelazione.
Noi non siamo una chiesa ripiegata su se stessa ed estranea ai problemi del
mondo.
Invece:
Noi siamo una chiesa segnata dalla scelta dei poveri
Noi siamo una chiesa che assume la sfida della secolarizzazione, rinunciando al
potere politico ed economico.
Noi siamo una chiesa che nasce dal popolo oppresso, coscientizzato e impegnato
per la liberazione di tutti i popoli.
Noi siamo una chiesa che si istituzionalizza, senza tradire la sua missione
liberatrice.
Noi siamo una chiesa rigenerata da una molteplicità di comunità cristiane di
base.
Noi siamo una chiesa che vive la comunione nella diversità e nella
conflittualità.
Noi siamo una chiesa in stato di ricerca incessante, ecumenica e
macroecumenica.
Noi siamo una chiesa decisamente schierata al fianco degli oppressi nella lotta
contro il capitalismo e l'imperialismo
Noi siamo una chiesa rinnovata dalla riscoperta incessante di Gesù e del suo
movimento sovversivo.
Noi siamo una chiesa intesa a promuovere il protagonismo del popolo , al suo
interno e nella società.
Noi siamo una chiesa che valorizza le altre confessioni e religioni, aperta al
dialogo ed alla collaborazione con esse.
Giulio Girardi
Roma
Filosofo e Teologo della liberazione
(Adista 19/2005)