L'azione di pace a Kisangani è stata annullata.

Il dramma del Congo ignorato dall'opinione pubblica.

L'azione dei pacifisti a Roma
A quest'ora avrebbero dovuto essere già a Kisangani. Invece hanno raggiunto
Roma per denunciare il silenzio che avvolge i drammi dell'Africa e in
particolare la tragica situazione di guerra nella Repubblica Democratica del
Congo (almeno 3 milioni di morti in tre anni). Un centinaio di pacifisti
della delegazione di "Anch'io a Kisangani" sono arrivati in treno alla
stazione termini oggi alle 14,45 e a piedi, ognuno avvolto in una bandiera
della pace, stanno raggiungendo Piazza Montecitorio dove manifesteranno e
incontreranno una delegazione di parlamentari, in attesa di essere ricevuti
dal presidente della Camera Pierferdinando Casini. Alla Camera si sta tendo
oggi infatti la "Giornata parlamentare Italia-Africa", alla presenza dei
rappresentanti di molti parlamenti di stati africani.

Erano più di 200 le persone pronte a partire per la martoriata città di
Kisangani, nel Congo-Kinshasa, dove avrebbero partecipato al Simposio
Internazionale per la Pace in Africa ivi convocato per il 22-27 maggio 2002,

voluto dalla locale società civile edalle Chiese quale occasione di confronto

in continuità con il dialogoinfracongolese conclusosi poche settimane fa in Sudafrica.

Dopo giorni di attesa e di febbrili trattative con le autorità, a ventiquattr'ore dalla
partenza era arrivata dall'arcivescovo di Kisangani mons. Laurent Pasinya
Monsengwo la notizia della sopravvenuta mancanza dei requisiti minimi di
sicurezza per i partecipanti e per la popolazione locale. Lo stesso
Arcivescovo aveva trattato con decisione fino alla fine con le autorità
dell'RDC-Goma e direttamente con il governo rwandese perché l'iniziativa
potesse svolgersi, dopo che gli scontri che la scorsa settimana, secondo
stime non ufficiali, avrebbero causato la morte di circa 200 persone, molte
delle quali civili.

I pacifisti rimarranno a Roma almeno fino a domenica e digiuneranno presso
la chiesa dei congolesi, in Piazza Pasquino, dove domani alle 12,00 terranno
una conferenza stampa.

Tre i motivi principali del digiuno e delle manifestazioni di questi giorni:

- la denuncia dell'impossibilità di europei e congolesi di manifestare a
Kisangani per la pace;

- la solidarietà con tutta la popolazione di Kisangani che rischia di
trovarsi di nuovo al centro della guerra, in particolare con quanti (società
civile e Chiese) hanno lavorato in questi mesi per permettere la
realizzazione del Simposio Internazionale per la pace in Africa;

- la sensibilizzazione dell'opinione pubblica e delle istituzioni sulla
tragedia della guerra in Congo, sulla quale persiste un silenzio sia da
parte dei mezzi di comunicazione che delle istituzioni politiche.

Padova, 23 maggio 2002

Per informazioni: ufficio stampa Mariagrazia Bonollo 348/2202662

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