All'Onorevole Senatore MARCELLO PERA
Presidente Onorario della Fondazione Magna
Carta
Ho appreso con piacere che la Fondazione
Magna Carta e la Fondazione
per la Sussidiarietà hanno promosso a Norcia un incontro di studio sul tema
"Libertà e laicità". Per tale circostanza sono lieto di inviare il
mio beneaugurante pensiero a Lei, Signor Presidente,
agli organizzatori, ai relatori e a quanti prenderanno parte ai lavori, che
intendono contribuire al necessario confronto su un argomento di così grande
importanza.
Formulo poi l'auspicio che la riflessione che si farà al
riguardo tenga conto della dignità dell'uomo e dei
suoi diritti fondamentali, che rappresentano valori previi a qualsiasi
giurisdizione statale. Questi diritti fondamentali non vengono
creati dal legislatore, ma sono inscritti nella natura stessa della persona
umana, e sono pertanto rinviabili ultimamente al Creatore. Se, quindi, appare
legittima e proficua una sana laicità dello Stato, in virtù della quale le
realtà temporali si reggono secondo norme loro proprie, alle quali appartengono
anche quelle istanze etiche che trovano il loro
fondamento nell'essenza stessa dell'uomo. Tra queste istanze,
primaria rilevanza ha sicuramente quel "senso religioso" in cui si
esprime l'apertura dell'essere umano alla Trascendenza. Anche
a questa fondamentale dimensione dell'animo umano uno Stato sanamente
laico dovrà logicamente riconoscere spazio nella sua legislazione. Si tratta,
in realtà, di una "laicità positiva", che
garantisca ad ogni cittadino il diritto di vivere la propria fede religiosa con
autentica libertà anche in ambito pubblico.
Per un rinnovamento culturale e spirituale dell'Italia e del
Continente Europeo occorrerà lavorare affinché la laicità non venga interpretata come ostilità alla religione, ma, al
contrario, come impegno a garantire a tutti, singoli e gruppi, nel rispetto
delle esigenze del bene comune, la possibilità di vivere e manifestare le
proprie convinzioni religiose.
Con tali voti, mi è gradito rinnovare a Lei ed ai partecipanti
al Convegno il mio deferente e cordiale saluto.
Benedetto PP XVI