Caro don Albino e cari tutti dei "Beati",

                                     noi tutti del Coordinamento di “Noi Siamo Chiesa” abbiamo letto il tuo messaggio critico sull'interventismo di Ruini nella politica italiana e sulla necessità di reagire e di dire o di fare qualcosa in positivo. I tanti messaggi di risposta che hai ricevuto  sono nella stessa linea .

Sulla tua analisi, già contenuta in altri Appelli rimasti  senza risposta, non c'è bisogno di spendere tante parole; essa ci è comune come ci è comune l'indignazione e la difficoltà di capire che cosa si può fare a partire da una collocazione  interna a questa nostra Chiesa.

              La ricerca di possibili iniziative è al centro della discussione di "Noi Siamo Chiesa". In gennaio/febbraio faremo un incontro per il decennale del nostro movimento per discutere su come continuare e con la speranza di interloquire in modo operativo con quanti vanno nella nostra stessa direzione. Ci sembra una buona idea l'ipotesi di tenere, in tempi brevi, un ristretto seminario/incontro (con sullo sfondo un possibile "evento" tipo grande assemblea di tutti i cattolici conciliari) con la presenza dei vari settori a noi più omogenei (missionari, pacifisti, riviste, comunità di base, area del dissenso ecclesiale, area dell'emarginazione, dell'ecumenismo, del clero “conciliare” in sofferenza,  dei cattolici democratici dell’area progressista ecc...). La scadenza elettorale non facilita una riflessione serena. Forse vale la pena di pensare a cosa si può fare  anche nella prospettiva della Assemblea di Verona di tutta la Chiesa italiana dell'ottobre del prossimo anno. In questa nostra area "conciliare" di Chiesa abbiamo il vizio di andare troppo ognuno per proprio conto, senza la virtù di conoscerci meglio, di coordinarci ed anche di unirci. Ora è indispensabile.

            Ultima questione : dopo la tua lettera c'è stato il fatto nuovo della lettera del Papa a Pera in occasione del Convegno di Norcia organizzato settimana scorsa dallo stesso Presidente del Senato. E' stato un fatto inedito,  del tutto al di fuori del prevedibile e che segna un salto di qualità ed indica una completa "copertura"  papale della linea italiana della CEI ed anche uno stimolo ad andare ancora più avanti nell'intreccio tra la Chiesa e chi auspica una religione civile dell'identità occidentale (nell'ambito di una prospettiva politica esplicitamente di destra). Ci piacerebbe illuderci che quella di Benedetto XVI sia stata solo una gaffe ma è più razionale pensare che sia stata invece l'esplicitazione di una linea più arretrata di quella di Giovani Paolo II (che parlava anche  di pace e di rapporto Nord/Sud, tematiche pressochè scomparse in papa Ratzinger).

 

 

                                                     il Coordinamento nazionale di "Noi Siamo Chiesa" 

 

 Roma, 24 ottobre 2005